Croara Country Club

Il campo sorge in una zona collinare che risente positivamente del clima temperato della vicina Liguria. La particolarmente felice posizione del percorso, per metà posto sui depositi alluvionali del fiume Trebbia e per l’altra metà adagiato sulle colline delle prime propaggini appenniniche, gli conferisce caratteristiche di continua varietà di panorami e di situazioni di gioco.

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Ne risultano così 18 buche molto tecniche, con fairway mediamente stretti, bordati da querce, castagni, pioppi, robinie e dall’affascinante scenario lungo il corso del fiume, sui quali si alternano colpi lunghi con altri particolarmente delicati. Il percorso è già stato consacrato da una manifestazione internazionale di alto livello quale il primo Open Femminile d’Italia.”

DATI TECNICI: 18 buche par 72, metri 6.065, prime nove inaugurate nel 1975 su progetto di Buratti, seconde nove inaugurate nel 1983 su progetto di Croze e di Lo Cascio.

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BUCA #1

Impegnativo PAR 4 con un out sulla destra che “invita” i giocatori ad un tee shot prudente verso i due bunker sulla sinistra del fairway, per poi cercare di raggiungere il green con un lungo secondo colpo giocato con un ferro 3 o con un legno.
I più temerari “driveranno” invece sul filo dell’out tagliando la bucaed arrivando vicino al paletto dei 150 metri dal green: da lì un ferro 6 o 7 potrebbe bastare per raggiungere il green, ampio ma ben protetto da un bunker sulla destra.
Un bogey 5 a questa buca non è disdegnato neanche dai giocatori bassi di hcp.

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BUCA #2

Il giro prosegue con un altro bel par 4.
La buca è abbastanza delicata per la presenza di un out sulla parte destra e di due bunker strategicamente posizionati sulla sinistra.
L’ideale è cercare di piazzare il colpo di partenza appena prima del bunker per poi tentare di attaccare il green, ben difeso da due ostacoli di sabbia, con un ferro 6 o un ferro 7.

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BUCA #3

Buca abbastanza semplice, una volta piazzato un tranquillo tee shot in mezzo al fairway, ma che presenta un secondo colpo di difficile lettura, soprattutto se la bandiera è piazzata sul gradino più alto del green.
Per i long hitters potrebbe valere la pena di rischiare il primo colpo, giocando il drive oltre il dosso del fairway per cercare il birdie attaccando il green

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BUCA #4

Un par 4 non troppo lungo ma impegnativo.
Un colpo ideale è un bel drive col draw per poi avere un corto pitch o sand wedge al green, molto ondulato e ben difeso da due bunker.
I tee shot non abbastanza lunghi vengono spinti dalla conformazione del fairway inevitabilmente verso il rough e le piante sulla parte sinistra. Da lì raggiungere il green con il secondo colpo è spesso proibitivo ed è facile in questo caso chiudere la buca con un colpo sopra il par.

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BUCA #5

Par 3 lungo ed impegnativo, caratterizzato da un green ben difeso da un grande bunker sulla parte destra e un fuori limite, sempre sulla destra, che punisce i colpi troppo aperti.
Per la maggior parte dei giocatori è necessario utilizzare un legno o un ferro lungo per cercare di raggiungere il green disposto a due livelli.
In questa buca, comunque, il bogey è sempre dietro l’angolo.

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BUCA #6

Non bisogna lasciarsi impressionare dalla strettoia formata dai bellissimi alberi secolari a poche decine di metri dal tee e colpire decisi con un bel drive, possibilmente con un leggero fade, in modo da poter raggiungere il green di questo corto par 5 in due colpi.
Se si sceglie una tattica più conservativa basta giocare un ferro lungo o un legnetto verso il centro sinistra del fairway, per poi arrivare tranquillamente in green col terzo colpo.
Se si è perso qualche colpo di troppo sulle prime 5 buche, in questo par 5 si può recuperare qualcosa.

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BUCA #7

Corto par 3, da giocare con un ferro 7 o eventualmente un ferro 8, protetto da due bunker, posizionati ai lati del green.
Anche in questo caso si tratta di una buca che offre parecchie possibilità di segnare un birdie persino ai giocatori meno esperti, ma è necessario stare molto attenti, ovviamente, a non chiudere o non aprire troppo il colpo, perchè a Croara un out è sempre in agguato.

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BUCA #8

Bellissima buca dog-leg verso destra con un ampio bunker frontale attorno ai 210 metri dal tee e due bunker posizionati lungo il lato sinistro del fairway.
I giocatori più lunghi possono cercare di superare il bunker centrale per attaccare il green con un pitch o con un sand, gli altri devono piazzare il tee shot sulla parte sinistra del fairway per poi cercare di raggiungere il green con un ferro più lungo.
Molto impegnativa la posizione della bandiera sul lato sinistro del green dietro al bunker.

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BUCA #9

Proprio a metà percorso c’è un bel par 5 lungo poco più di 500 metri, che necessita di un colpo di partenza potente e, se possibile, giocato con un leggero draw.
Attenzione però al fuori limite sulla sinistra ed al bosco sulla destra che costeggiano tutta la buca.
I due bunker ravvicinati e posizionati sempre sulla parte sinistra, invece, non dovrebbero creare particolari problemi o inconvenienti. Il green è abbastanza piccolo, su due livelli e difeso da un piccolo bunker sulla sinistra.

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BUCA #10

Bel par 3 con green a due livelli e strategicamente protetto da due profondi bunker laterali, che inghiottono tutti i colpi giocati anche solo leggermente fuori linea.
Insomma, la classica buca che fa capire al golfista quanto l’apparenza possa ingannare e che dimostra concretamente al giocatore uscito bene dalle prime nove buche di Croara che le maggiori difficoltà devono ancora arrivare.

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BUCA #11

Sicuramente la buca più difficile del campo, lunga e stretta con un green piccolo e ben difeso.
Nonostante la lunghezza, è sconsigliabile utilizzare il drive per via del lago sulla destra e del bosco sulla sinistra.
Meglio un ferro lungo o un legno 3 per cercare di centrare il fairway, veramente stretto e con una pendenza da sinistra a destra che “aiuta” le palline a scivolare verso il lago.
Il secondo colpo è altrettanto impegnativo e il più delle volte è necessario cercare di salvare il par con l’approccio.

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BUCA #12

Spettacolare e lungo par 4 dog-leg verso sinistra che costeggia l’argine del fiume Trebbia.
Se non si è distratti dalla bellezza del paesaggio, occorre piazzare un bel drive sul centro destra del fairway per cercare di raggiungere il green con un ferro 6 o con un ferro 7.
Attenzione però all’out sulla parte sinistra che spesso e volentieri punisce i colpi agganciati sia sul primo che sul secondo colpo e al lago sulla parte destra che non perdona i colpi troppo corti e leggermente aperti.

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BUCA #13

Dopo tre buche molto impegnative, ecco un corto par 5 dove si può cercare di piazzare il birdie.
Il colpo più difficile è, come spesso accade in questo campo, il tee shot: un out sulla sinistra e due profondi bunker sulla parte destra penalizzano, infatti, i colpi fuori linea.
Una volta raggiunto il fairway si può tranquillamente cercare di prendere il green con il secondo colpo oppure segnare il birdie piazzando il terzo colpo in asta.
In poche parole, la classica buca di recupero.

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BUCA #14

Una delle buche più odiate dai soci del Croara Country Club, soprattutto da quelli alti in hcp.
Corto par 4 in salita attorniato da alberi sia sul primo che sul secondo colpo.
Se si centra il tee shot e si arriva alla base della salita,il green, pur ben difeso da un bunker sulla parte destra e da un ostacolo d’acqua, è facilmente raggiungibile con un ferro 9 o un pitch, altrimenti sono davvero dolori.
Insomma, una buca da birdie doce si può però incappare facilmente in un doppio bogey.

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BUCA #15

Un altro corto par 4 in cui si può passare facilmente dal birdie al… disastro.
Il primo colpo va giocato mirando al campanile della chiesa con un leggero fade, mentre il secondo colpo, il più delle volte giocato con un ferro corto, deve evitare due grandi bunker che circondano i green.
Anche qui occorre fare attenzione a un out sulla destra e al bosco sulla sinistra.
In definitiva le buche 14 e 15 non necessitano di grandissima potenza, ma più che altro di precisione e nervi saldi.

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BUCA #16

Senza dubbio la buca più facile di Croara.
Un corto par 3 al di sotto dei 150 metri che si snoda in discesa, all’ombra dei cedri secolari e che va tranquillamente giocata con un ferro 7 oppure con un ferro 8 ( a voi la scelta).
Dopo quindici buche abbastanza tecniche e impegnative si può facilmente riprendere fiato.
In questo caso, viste le caratteristiche di questo corto par 3, non sarebbe affatto male cercare di mettere in cascina un buon birdie, in modo tale da prepararsi meglio alla buca successiva.

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BUCA #17

Un par 5 da brivido lungo e stretto con un fitto bosco sulla sinistra e il fiume Trebbia sulla destra. Tanti “drammi” sportivi si sono consumati su questa buca: persino la campionessa Laura Davies, in occasione del 1° Open femminile d’Italia, segnò un rovinoso 8.
Il tee shot è veramente difficile se si gioca il drive per cercare di passare il lago davanti al green col secondo colpo e tentare il birdie. Se si giocano due ferri per fermarsi prima del lago, il terzo colpo risulta abbastanza lungo e non è facile centrare un green stretto e insidioso. Insomma sulla 17 si può rovinare quanto fatto di buono fino a questo punto oppure, con un birdie, si può ribaltare l’esito di una gara.

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BUCA #18

Facile e non troppo lungo (meno di 350 metri) par 4 conclusivo, a patto di piazzare un buon drive lontano dall’out di sinistra e dai due profondi bunker dislocati sulla parte destra.
Con queste precauzioni non è assolutamente difficile chiudere la buca in quattro colpi.
Il copione cambierà decisamente – e la buca risulterà molto più impegnativa – quando si inizierà a giocare dal nuovo tee appena costruito che allungherà questo par 4 di una trentina di metri.